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LA PRESIDENZA ITALIANA DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA: LUGLIO-DICEMBRE 2014

Data:

20/06/2014



LA PRESIDENZA ITALIANA DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA: LUGLIO-DICEMBRE 2014

Il Consiglio dell’Unione Europea, detto anche Consiglio UE, è l’istituzione che riunisce i governi dei 28 Stati membri. Esso negozia e adotta la nuova legislazione dell’UE su un piano di sostanziale parità con il Parlamento europeo, concorre ad adattarla, ove necessario, e coordina le politiche. Il Consiglio è un’entità giuridica unica, ma si riunisce in dieci diverse “formazioni” secondo l’argomento su cui è chiamato a deliberare. I ministri degli Esteri si riuniscono pertanto nella formazione Consiglio “Affari Esteri”, i ministri dell’Economia e delle Finanze si riuniscono nella formazione “Economia e Finanze” e così via per i diversi settori.

 

La Presidenza del Consiglio dell’Unione europea è assunta a rotazione da uno Stato membro ogni sei mesi (primo semestre: da gennaio a giugno; secondo semestre; da luglio a dicembre), in base a un ordine prestabilito.

 

L’Italia avrà la presidenza del Consiglio UE nel secondo semestre 2014, dopo averla già esercitata per undici volte dall’inizio dell’integrazione comunitaria (Trattato di Roma, 1957).

 

La Presidenza si fa carico dell’agenda del Consiglio e presiede tutte le riunioni per un periodo de sei mesi, promuovendo le decisioni legislative, le iniziative politiche e negoziando compromessi tra gli Stati membri. Inoltre, lo Stato cui spetta la Presidenza rappresenta il Consiglio nei suoi rapporti con le altre Istituzioni europee.

 

Durante il periodo di Presidenza il paese di turno prepara, coordina e presiede una seria di incontri politici: le riunioni del Consiglio dell’Unione, le riunioni dei Consigli di vari Ministeri, numerose riunioni ministeriali informali, vertici internazionali e riunioni tra l’UE e altre nazioni, compresi i Paesi in via di sviluppo. Quando, per esempio, il consiglio Ambiente dovrà riunirsi nel secondo semestre del 2014, la Presidenza sarà assicurata dal ministro italiano per l’Ambiente. Le riunioni ministeriali sono preparate da oltre 150 comitati e gruppi preparatori specializzati che saranno analogamente presieduti da funzionari italiani.

 

Una menzione particolare merita il Consiglio “Affari esteri” che è responsabile dell’azione esterna dell’UE e copre un’ampia gamma di ambiti, dalla politica estera alla difesa al commercio, dalla cooperazione allo sviluppo agli aiuti umanitari. Il Consiglio “Affari esteri” è composto dai ministri degli Esteri di tutti gli Stati membri dell’UE. A seconda dell’ordine del giorno, esso può riunire anche:

 

-         I ministri della Difesa (politica di sicurezza e di difesa comune)

-         I ministri dello sviluppo (cooperazione allo sviluppo)

-         I ministri del Commercio (politica commerciale comune)

 

Le riunioni del Consiglio “Affari esteri” sono presiedute dall’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Quando invece discute questioni di politica commerciale comune, il Consiglio “Affari esteri” è presieduto dal rappresentante dello Stato membro che esercita la presidenza semestrale a rotazione del Consiglio dell’UE.

 

Nel definire il programma e le priorità per i sei mesi di presidenza, sulla base del quale saranno fissati gli ordini del giorno delle riunioni del Consiglio, il Governo Italiano si porrà l’obiettivo di massimizzare i risultati in termini di decisioni e attività nell’interesse di tutta l’Unione, agendo, come ha già fatto nel corso delle precedenti presidenze, in uno spirito di imparzialità.

 

L’ elaborazione del Programma

 

Ogni presidenza partecipa alla preparazione di un programma comune di 18 mesi con gli altri due Stati Membri dello stesso gruppo, chiamato il “trio”. Questo programma costituisce il punto de partenza e la struttura del programma di lavoro semestrale più dettagliato, che ciascuna presidenza prepara e distribuisce all’inizio del suo mandato. Il programma di 18 mesi deve essere predisposto con il presidente del Consiglio Affari esteri, in stretta cooperazione con la Commissione e il presidente del Consiglio Europeo.

 

Per quanto riguarda la preparazione del programma (e delle iniziative che lo accompagnano), il Governo italiano ha istituito un Comitato di pilotaggio che riunisce i vari dicasteri interessati, che ha finalizzato una prima versione del programma comune di 18 mesi alla fine del 2013. Il testo è in fase di finalizzazione insieme ai partner del Trio, al Segretario del Consiglio e al Servizio di Azione Esterna e sarà adottata formalmente dal Consiglio Affari Generali nel mese di giugno.

 

Le iniziative politiche da intraprendere e le misure legislative da adottare nel corso dei 18 mesi andranno identificate nel dettaglio nell’ambito di tre blocchi tematici:

 

-         Europa della crescita (riforma della governance economica, iniziativa per l’occupazione giovanile, completamento del mercato unico – in particolare in ambito digitale ed energetico -, politica industriale, accordi commerciali, Spazio Europeo di ricerca);

 

-         Europa dei cittadini (rinnovamento delle Istituzioni, legittimità democratica, sviluppo dell’area di sicurezza, libertà e giustizia, riflessione sul Futuro dell’Europa);

 

-         Europa nel mondo (Allargamento, Mediterraneo, migrazioni, partenariati strategici, Difesa europea, Sviluppo sostenibile, cambiamento climatico, sicurezza alimentare).

 

 La preparazione del semestre di Presidenza Italiana

 

La Presidenza dell’Unione per uno Stato membro presenta l’opportunità di consolidare l’immagine del Paese e consente di dare visibilità alle sue posizioni riguardo al futuro dell’Europa e alle decisioni politiche da mettere in atto. L’Italia ha la volontà di impegnarsi affinché la Presidenza si riveli un successo. A tale scopo è in corso una preparazione accurata delle varie componenti dell’amministrazione pubblica, che dovranno farsi carico dell’organizzazione complessa di eventi, riunioni e iniziative nel Paese.

 

Il contesto nel quale l’Italia dovrà esercitare la responsabilità di presiedere il Consiglio sarà particolarmente delicato a causa della fase di transizione istituzionale. Il semestre di presidenza italiana coinciderà con l’insediamento della nuova Commissione (il mandato dell’attuale Commissione scade il 31 ottobre 2014) e con il rinnovo degli incarichi di Presidente del Consiglio europeo (il mandato di Herman Van Rompuy scade il 30 novembre 2014) e di “ministro degli Esteri” dell’UE. Il nuovo presidente dell’Esecutivo comunitario dovrebbe essere designato dal Consiglio europeo e ottenere l’investitura del Parlamento europeo tra giugno e luglio. Se gli eurodeputati respingessero il nominativo proposto, il Consiglio avrebbe un mese di tempo per presentarne un altro. Il presidente eletto sceglie i commissari (e i rispettivi portafogli) tra i candidati presentati dai paesi dall’UE.

 

La preparazione organizzativa e logistica degli eventi di Presidenza

 

È in corso di definizione il calendario ufficiale della Presidenza, che includa non solo le date delle riunioni ufficiale delle varie formazioni del Consiglio, ma anche gli eventi collaterali del Semestre (riunioni ministeriali informali, incontri con la società civile). Di particolare importanza sarà l’organizzazione in ottobre del 10º Vertice ASEM (foro di dialogo fra Europa e Asia, che riunisce i paesi membri dell’UE e 21 stati asiatici) a Milano, con l’obiettivo di creare forti sinergie con l’Esposizione Universale “Expo 2015”.

 

Come ha detto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi l’11 aprile scorso visitando l’area dell’esposizione, “l’Expo è una grande occasione per l’Italia, non solo per l’aspetto, pur importante, relativo alle infrastrutture e opere pubbliche”, ma soprattutto perché “Expo è una grande scommessa culturale e educativa, anche per la lotta contro l’obesità, un grande investimento”.

 

L’Expo, ha sottolineato ancora, sarà il cuore della ripresa del nostro Paese, a partire dalla grande forza delle tematiche, che si legano a parole fondamentali per l’Italia, come nutrizione, ricerca, innovazione, sicurezza alimentare. Vuole portare alla riflessione e all’impegno sugli scenari delle risorse idriche e sullo squilibrio nel mondo tra denutrizione e obesità. “L’appuntamento arriverà alla fine della Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea che vogliamo posa essere un semestre de pre-apertura dell’Expo. Infatti il governo ha deciso di fare di Milano la capitale del semestre”.

 

 


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